Aspettando il Festival – Ausilio Priuli

Aspettando il Festival – Ausilio Priuli

Per Aspettando il Festival mercoledì 8 settembre alle ore 18 Ausilio Priuli presenta il suo libro Antropocentrismo animistico nell’arte rupeste camuna: Storia per immagini di un popolo preistorico alpino in collaborazione con il Museo Archeologico di Mergozzo.

Se l’uomo del Paleolitico è animale tra gli animali, predatore e raccoglitore e fruisce di quanto la Natura mette spontaneamente a disposizione, con l’avvento della sedentarietà l’uomo neolitico diviene attore e fautore della propria sopravvivenza.
Nel Paleolitico gli animali sono la fonte primaria di sostentamento, quindi sono ritualmente rappresentati soprattutto nelle viscere della madre terra al fine di evocarne la presenza costante e l’appropriazione. L’uomo nelle rappresentazioni è quasi assente, apparentemente privo di ruolo e anche se l’animale è colpito dalle zagaglie, lui che le ha scagliate non compare.
La donna ha invece un ruolo importante e le “veneri”, generalmente steatopigie, caratterizzano tutto il Paleolitico superiore con le loro prosperose forme esaltanti la maternità.
I cambiamenti climatici che hanno provocato la fine della glaciazione di Würm, l’assestamento climatico nel periodo Boreale e l’innalzamento delle temperature nel periodo Atlantico, hanno indotto la sedentarietà dell’uomo e con la sedentarietà un nuovo rapporto con l’ambiente, con le risorse, con tutti gli elementi con i quali deve convivere e, intelligentemente o indotto dal suo innato grande spirito di osservazione. L’uomo coglie che ogni elemento che lo circonda ha una sua forza interiore, un’anima e è degno di religioso rispetto e ha la stessa dignità di ogni altro essere vivente.
Nel Neolitico l’uomo, pur divenendo stanziale, comincia ad appropriarsi dei beni necessari al sostentamento suo e del suo gruppo di appartenenza; elabora strategie di produzione anche attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e uso di materiali, trova nuove fonti di sostentamento, integrative di quelle tradizionali: diventa allevatore e agricoltore.
Nasce la proprietà privata: la propria casa e il villaggio del Clan; il campo che con fatica ha dissodato, recintato, arato, seminato; il gregge e il pascolo sottratto alla foresta, e tanti oggetti e strumenti frutto di un lungo minuzioso e ingegnoso lavoro.
L’uomo, per rendere sempre più confortevole la sua vita e quella del gruppo di appartenenza, deve lavorare: concetto nuovo nella storia dell’umanità.
Se l’uomo del Paleolitico superiore operava in media un’ora al giorno per procurarsi i beni di sostentamento, l’uomo del Neolitico è costretto a lavorare in media due ore e mezza e con l’avvento della metallurgia quattro ore.
L’arte rupestre è lo specchio iconografico di tutto ciò.
Dal Neolitico in poi nelle rappresentazioni l’uomo diventa l’icona dominante, espressa costantemente nell’ambito di una ritualità indispensabile al mantenimento di un corretto rapporto con il mondo degli esseri superiori, con gli spiriti delle cose, con gli dei che governano il creato.
Le figure incise o dipinte non sono racconti ma linguaggio rituale transitorio o permanente rievocativo, riattualizzante, rigenerante, commemorativo: segni come parole di un linguaggio perduto.

AUSILIO PRIULI
Archeologo, etnoarcheologo, antropologo culturale, imprenditore del turismo culturale e archeologico.
Si occupa di ricerca e studi di preistoria e di arte preistorica in Valle Camonica e in tutto il mondo e ha svolto ricerche e analisi di siti preistorici e di arte preistorica e di tradizione in molti Paesi europei, dell’Africa e dell’America Latina.
Ha elaborato protocolli di analisi dell’arte rupestre e si è sempre occupato di metodologia di ricerca e studio della cultura paleoiconografica.
È autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, didattiche e di divulgazione scientifica e di una cinquantina di opere monografiche.
Nel 2014 ha vinto il premio letterario “Leggimontagna” di Tolmezzo e nel 2015 è stato il primo segnalato per il Premio Mario Rigoni Stern con l’opera Segni come parole, il linguaggio perduto, P&V ed..

Dopo l’incontro, in attesa della proiezione del film Il ragazzo con la bicicletta, è possibile consumare un aperitivo/spuntino, preparato da Casa Ceretti Caffetteria di Quartiere con menu a € 10 su prenotazione (telefonando allo 0323 581233 o al 333 6519885 oppure all’inizio dell’incontro delle ore 18.00).

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Gratuito

Inizio: 18:00
Indirizzo: Casa Ceretti - Verbania Intra
Data: 08/09/2021
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