Lèggère Stòrie e Paròle sul Trèno

2017

Riparte anche quest’anno il Festival Lago Maggiore LetterAltura, appuntamento atteso e imperdibile per la città di Verbania, giunto alla sua undicesima edizione. Numerose le novità di quest’anno, a partire dallo spostamento del Festival da giugno a settembre e la nuova collocazione alla Biblioteca Civica e al Centro Eventi “Il Maggiore”, dove si svolgerà la maggior parte degli eventi. Quattro giornate, da giovedì 14 a domenica 17 settembre, in cui, come da tradizione si parlerà di montagna, viaggio e avventura, ma attraverso un principale grande tema-motore: il treno. Incontri con autori, letture a voce alta, spettacoli, mostre, passeggiate e giochi per adulti e bambini saranno l’occasione per raccontare il treno come veicolo di storie, racconti, parole, immagini, emozioni e ricordi.

lèggère stòrie e paròle sul trèno è il titolo che LetterAltura ha scelto per l’edizione 2017 del Festival.

lèggere

​I libri innanzitutto, come elemento essenziale e punto di partenza e di riferimento per un festival di letteratura. Il Festival 2017 di LetterAltura propone l’incontro con autori di libri interessanti e diversi tra loro: romanzi, reportages e testimonianze giornalistiche, saggi filosofici e scientifici, guide di viaggio… C’è quindi la possibilità, dialogando con chi scrive, di conoscere la varietà della scrittura, da quella narrativa a quella riflessiva, dalla descrizione della realtà alla libertà della fantasia, dalla tradizione dei classici letterari alle nuove forme del blog e dei social network. Ma il libro non è solo scrittura e testo: può essere illustrato e completato da fotografie o acquarelli, oppure può diventare esso stesso un oggetto di sperimentazione artistica. E la lettura può avere dimensioni diverse da quella individuale: il Festival in particolare propone l’esperienza della lettura ad alta voce, nei momenti di animazione per i bambini, presentando un progetto per gli studenti delle medie e delle superiori, ospitando un corso avanzato di lettura espressiva.

stòrie

Molti degli ospiti vengono al Festival a raccontare delle storie. Possono essere le loro storie personali di alpinisti, viaggiatori, esploratori di un mondo da percorrere con lentezza e attenzione, apprezzando la bellezza della natura, di un giardino, della montagna. Ma possono essere le realtà tragiche della storia, ripercorse in un viaggio con gli studenti, o quelle drammatiche e attuali, raccontate da giornalisti che non hanno timore di denunciare le situazioni di sofferenza e di violazione dei diritti umani, in Messico, in Turchia, nei Balcani. Ci sono poi le storie collettive, come quelle legate alla stazione di Bellinzona, alla ferrovia che attraversa la Val Vigezzo o a quella che un tempo saliva da Intra fino a Premeno. La narrazione diventa anche cinema che sa raccontare le persone e i luoghi, come dimostra il film girato in Val Grande.

e paròle

La parola stessa può diventare oggetto di attenzione, con la lettura e l’ascolto, ma può essere anche occasione di divertimento. Sono le parole del racconto teatrale, nella forma intensa del monologo, o delle canzoni che parlano di treni e viaggi in ferrovia. Sono il ritmo delle filastrocche o gli elementi dei giochi enigmistici. E assieme alla parola, il silenzio. Il Festival propone l’incontro con chi ha fondato l’Accademia del Silenzio, con l’intento di far riscoprire un valore prezioso, da vivere ritrovando se stessi, da soli o in una passeggiata condivisa tra i fiori o nel buio della notte.

sul trèno

Il tema centrale del Festival 2017 di LetterAltura è il treno. È stato scelto come specifica dimensione del viaggio e si è rivelato un “veicolo” di idee, collegamenti e direzioni ricche di spunti, tra passato presente e futuro e nel rapporto tra la realtà del territorio verbanese, estesa a tutto il Verbano, il Cusio, l’Ossola e il Ticino, e quella del mondo intero, anche nelle regioni più lontane e per questo affascinanti. Il treno come tema letterario e artistico in generale, come sviluppo storico e tecnologico, nel suo rapporto, positivo o negativo, con la natura e il paesaggio. Il treno come elemento appunto di narrazione o di riflessione sul viaggiare, ma occasione per ragionare anche sugli aspetti ambientali in rapporto con i cambiamenti climatici, come modalità sostenibile di viaggio e di trasporto. Nelle città le reti ferroviarie e le stazioni sono componenti urbanistiche da ripensare, magari con un progetto di grande architettura, come quello presentato nel Festival da un incontro e una mostra fotografica. Il fascino del treno si traduce nell’ammirazione di modellini e plastici, ma i laboratori permettono ai bambini, nei giorni del festival, di costruire locomotive e vagoni con materiali semplici e tanta fantasia. E non manca un treno “vero”: il TGG di LetterAltura, il Trenino da Giardino a Giardino che per tre giorni unisce Intra a Pallanza, passando accanto ai più bei giardini che si affacciano lungo il lago.

leggère

Se poi si ricomincia e si sposta un accento si scopre che nella parola “festival” ci sta il senso della festa, dell’incontro sincero e piacevole tra le persone; che è sempre valido quello che ha scritto Italo Calvino:“la letteratura come funzione esistenziale, la ricerca della leggerezza come reazione al peso di vivere”; che LÈGGÈRE STORIE E PARÒLE SUL TRÈNO è un titolo ma anche un endecasillabo.

Se qualcuno si è chiesto il motivo degli accenti nel titolo del Festival 2017 di LetterAltura, ecco spiegata l’origine di questo “gioco”.

La mattina del 25 agosto dello scorso anno (1870) èro alla stazione di Milano, ed entravo in un convòglio della ferrovia. Che bèlla mattina! Un’aurora di fuoco imporporava le vette che fanno corona alla pianura lombarda. Portato dal vapore, col capo allo sportèllo, rinfrescato dalla brezza che mi arruffava i capelli, tenevo lo sguardo fisso a settentrione sulle nostre Prealpi, e vedevo passarmèle davanti in rassegna,quasi un esèrcito di giganti. […] Attravèrso, come di volo, le ridènti colline di Gallarate: sono al Ticino, e passatolo sul punto che cupo sonò eccomi, dopo brevi istanti, ad Arona. […] Com’è vago in ogni canto questo giardino d’Italia! Con che ebbrezza salimmo sul piròscafo che ci doveva portare sulle onde di quell’incantevole bacino! E quando udimmo il tonfo misurato delle ruòte e vedemmo allontanarsi la sponda, quasi per ispiegàr mèglio ai nostri sguardi i suoi incanti, fu un momento delizioso. […] Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sèmpre mi è apparso nuòvo, sèmpre più bèllo. Uno vorrebbe passarci la vita… Ma via, molti di voi l’hanno visto, l’hanno gustato, ed io arrischio di guastarne loro l’immàgine, non isperando al cèrto di abbellirla. Mi affretto dunque alla mèta; la Val-Formazza e la grande cascata.

Sono alcuni passi del libro Il Bel Paese. Conversazioni sulle bellezze naturali, la geologia e la geografia fisica d’Italia, scritto da Antonio Stoppani e pubblicato per la prima volta nel 1876. Un libro del quale, per varie ragioni, si ricorda il titolo ma che di per sé è stato piuttosto dimenticato: eppure è una bella testimonianza di un uomo avanti nei tempi, appassionato ed esperto di scienza e affascinato dalle montagne. Stoppani, religioso rosminiano, ne Il Bel Paese descrive alcune escursioni sulle Alpi, partendo da Milano con i mezzi di allora. Nella “Serata VII” racconta ai suoi vivaci nipotini, con precisione ma anche con stile letterario (compresi gli accenti…) il suo viaggio di scoperta “Da Milano al Salto della Toce”. LetterAltura vuole dare l’occasione di rileggere questo capitolo, offrendone una copia agli ospiti e ai visitatori del Festival 2017. Ma questo testo, antico quasi di un secolo e mezzo, è anche un incoraggiamento per altre attività che LetterAltura vuole sviluppare dopo e oltre il Festival, per valorizzare la lettura, la letteratura, la ricerca scientifica, l’attenzione al paesaggio, in particolare a quello così bello del nostro lago e delle nostre montagne.