incontro con

Daniele Scaglione

ore 10.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Rwanda: il genocidio dimenticato

Rwanda, 6 aprile 1994: un missile terra-aria abbatte l’aereo del presidente Juvénal Habyarimana, al potere con un governo dittatoriale dal 1973, di ritorno da un colloquio di pace insieme al presidente del Burundi. Dal giorno dopo, e per cento giorni, nel Paese delle mille colline viene perpetrato uno spaventoso genocidio preparato minuziosamente a tavolino, il più grave della storia del Novecento dalla fine della Seconda guerra mondiale. In quella primavera di sangue almeno 800.000 persone trovarono la morte per mano degli estremisti hutu, nella quasi totale inazione della comunità internazionale.
Un quarto di secolo dopo il genocidio dei tutsi, Daniele Scaglione, per molti anni impegnato per i diritti umani, con Amnesty International e con ActionAid, pubblica una nuova edizione del suo libro Rwanda. Istruzioni per un genocidio (Infinito Edizioni, 2019). Nel libro non solo sono descritti con grande attenzione gli antefatti e lo svolgimento dei massacri, ma si dà conto dell’attualità. Oggi il Rwanda è un Paese dinamico che, pur con molte contraddizioni, guarda con fiducia al futuro. La comunità internazionale, invece, non ha ancora riflettuto su quello che è stato il suo fallimento: pur avendone i mezzi e il tempo, non ha impedito un genocidio, in stridente contrasto con quel “mai più” solennemente dichiarato dopo gli orrori di metà del secolo.

in collaborazione con l’Associazione Lucani VCO

incontro con

Renato Cantore

ore 11.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Rocco Petrone, un lucano alla Nasa

Renato Cantore, giornalista e scrittore lucano, nel libro Dalla Terra alla Luna. Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11 (Rubbettino, 2019), racconta la figura di un suo “conterraneo”.

Rocco Petrone, il direttore del lancio dell’Apollo 11, colui che il 16 luglio 1969 a Cape Kennedy diede il “go” alla missione che avrebbe portato i primi uomini sulla Luna, fu infatti figlio di contadini lucani che avevano cercato fortuna in America. Nato nel 1926, non aveva ancora sei mesi quando il padre morì in un terribile incidente, travolto da un treno. Imponente nel fisico e vivace nell’intelligenza, si pagò gli studi lavorando e a diciassette anni fu ammesso all’Accademia militare di West Point, dove fece parte della squadra vincitrice del campionato nazionale di football. Diventato ufficiale dell’esercito, completò gli studi al Massachusetts Institute of Technology e divenne uno dei maggiori esperti di missili e rampe di lancio. Voluto alla Nasa da Werner von Braun, lavorò alla costruzione del Saturno V e della famosa rampa di lancio 39 da cui partirono gli astronauti verso la Luna. Fu poi promosso direttore del programma Apollo e, al culmine della carriera, divenne il numero tre della Nasa. Morì a ottant’anni a Palos Verdes Estates, una cittadina costiera della California, dove si era ritirato.

in collaborazione con l’Associazione Lucani VCO

incontro  con

Mimmo Sammartino

ore 12.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Streghe volanti e racconti popolari

Mimmo Sammartino vive e lavora a Potenza; è giornalista e autore di testi per il teatro, la radio e la televisione. Tra i suoi diversi libri, Vito ballava con le streghe (Hacca, 2017) è un racconto popolare, una fiaba magica che attinge alle tradizioni antiche della Lucania. Lungo il “percorso delle sette pietre”, tra Pietrapertosa e Castelmezzano, anche noi, come il contadino Vito, incontriamo il sortilegio che permette di volare assieme alle streghe. Ballata dei miracoli poveri (Hacca, 2019) riprende il racconto: ora Vito si è perduto in un bosco remoto, abitato da ombre e fantasmi; non sa più riconoscersi e deve cercare una nuova appartenenza, un possibile riscatto, un “miracolo povero”. Finché “Vito, l’innocente, si fece volo a cavallo delle brezze di un mattino d’estate”.

in collaborazione con l’Associazione Camminare Insieme

incontro con

Marco Malvaldi

ore 15.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

L’ora d’aria: carcere e scrittura

È in un carcere l’ambientazione dell’ultimo romanzo di Marco Malvaldi: Vento in scatola (Sellerio, 2019) è un libro nato dall’incontro, durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa, con Glay Ghammouri, ex militare tunisino e ora detenuto in Italia. Le celle, i corridoi, “l’aria”, le zone riservate agli assistenti e al direttore, sono i luoghi dove i detenuti interagiscono tra di loro e con i sorveglianti: qui cercano di stabilire simpatie e gerarchie e di passare il tempo. Al centro di questa vicenda corale c’è un giovane tunisino, un abile broker e truffatore nel suo paese, condannato per un reato che non ha commesso. A lui, mentre sconta la pena, capita qualcosa di inquietante, che lo costringe a una scelta e a crescere nella sua coscienza di cittadino.
L’incontro con Marco Malvaldi è l’occasione per parlare sia dello stile dei suoi romanzi (anche in questo non mancano l’impianto “giallo” e l’ironia) che della situazione carceraria, descritta dall’interno da chi la vive e da chi la sa osservare con la giusta attenzione e umanità.

incontro con

Detlev Schild​​

ore 16.30

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Va’, profumo sull’ali dorate.
Aure dolci da Epicuro a Chanel

Già professore ordinario di Neurobiofisica presso l’Università di Göttingen, Detlev Schild interviene al Festival spiegando i “meccanismi” del nostro senso dell’olfatto: cosa sono i profumi, dove e come vengono emanati, come attraversano l’aria e a che concentrazioni, come vengono percepiti nel naso e come creano la percezione del profumo? Possiamo vedere immagini olfattive
nel cervello? Partendo dalle conoscenze acquisite in molti anni di studio e attività scientifica, comprese le ricerche sul “naso artificiale”, Detlev Schild spiega che i profumi permettono una comunicazione chimica a distanza tra individui, in gran parte inconscia. Gli stessi meccanismi di comunicazione si trovano anche all’interno dei nostri corpi: ad esempio gli spermatociti trovano l’ovulo usando il profumo del mughetto…

incontro con

Christian Maria Firrone

ore 17.30

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

l’evento è il primo del ciclo di incontri sul cibo

Si mangia anche per la fame organizzato assieme a

Biblioteche VCO, Novacoop e Associazione Psicologi del VCO

Cosa si mangia nello spazio?

Quest’anno 2019 ci sta portando ad occuparci di nuovo dell’esplorazione umana dello spazio, ricordando le imprese lunari di cinquant’anni fa, ma anche seguendo la nuova missione di Luca Parmitano nella Stazione Spaziale Internazionale. Pensando alle prospettive future dell’esplorazione spaziale è evidente che accanto ai fattori di innovazione scientifica e tecnologica un ruolo fondamentale sarà dato dal fattore umano, dalle possibilità che la “macchina” del nostro corpo possa adattarsi a periodi di lunga permanenza nello spazio. Tra i diversi aspetti della vita degli astronauti – di quelli di ieri, così come quelli di oggi e di domani – il tema dell’alimentazione è sicuramente un tema curioso, ma non certo secondario. Christian Maria Firrone, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino, parla al Festival del cibo degli astronauti, nelle missioni del passato e in quelle attuali, degli studi sul suo valore nutrizionistico ma anche sui gusti e la varietà di quello che si può mangiare in una stazione spaziale. E che cosa già si sta sperimentando nella prospettiva di produrre il cibo direttamente nello spazio? Dalla coltivazione delle alghe all’economia circolare, le tecnologie spaziali per le future missioni di lunga durata sulla Luna e su Marte potrebbero avere importanti ricadute anche sulla qualità della vita sulla Terra.

letture e canzoni con

Neri Marcorè

SOLD OUT

ore 21.00

sala teatrale del Centro Eventi "Il Maggiore"

Aria/Volo

Le parole della letteratura e quelle della canzone d’autore si intrecciano nello spettacolo che chiude il Festival 2019 di LetterAltura, riportando l’attenzione sui due temi di questa edizione. Neri Marcorè, accompagnato al pianoforte da Domenico Mariorenzi, propone un percorso di letture e canzoni creato appositamente per questa serata. Ritroviamo la passione per il volo nelle pagine di scrittori importanti, come racconto della loro esperienza personale e come riflessione sul senso delle cose e della vita. In particolare lo spettacolo rende omaggio ad Antoine de Saint-Exupéry, a 75 anni dalla sua scomparsa, il 31 luglio 1944, nel suo ultimo volo di ricognizione sul Mediterraneo. E il volo, quello degli aeroplani e delle mongolfiere, quello libero degli uccelli o quello sognato dagli uomini, è presente in molte belle canzoni di diversi cantautori italiani, scelte per questa serata e interpretate dalla voce e dalla chitarra di Marcorè e dal pianoforte di Mariorenzi. A chiusura del Festival, letture e canzoni invitano ancora a “librarsi in aria, volare lontano...”.

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