incontro con

Giuseppe Braga

ore 10.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Storie di uomini e aeroplani

Giuseppe Braga, giornalista, pilota, scrittore e musicista, ha dedicato il suo ultimo libro, Di questo sono fatti gli aerei (Mursia, 2019), alle “storie e persone con le ali”: cinquantadue racconti, quattro per ogni mese, di fatti e personaggi che proprio in quel mese vissero le vicende narrate. Qualcuno di loro è diventato famoso, qualcun altro ha fatto la Storia, la maggior parte si è persa nei vicoli trasparenti della cronaca. Ognuno però, in un suo modo speciale, ha dato un contributo e un significato all’avventura della conquista umana del cielo. E se è vero che nessun aeroplano ha un’anima, questa macchina rappresenta tuttavia “il soffio vitale dell’ingegno umano, la forza motrice del sogno”.

in collaborazione con l’Associazione Amici degli Archivi Storici

incontro con

Leonardo Parachini

ore 11.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Pionieri del volo sul Verbano

1897: per la prima volta da Pallanza si leva un pallone aerostatico; nel 1909 l’ingegnere intrese Giuseppe Cobianchi al suono della banda musicale pilota il suo pallone sopra Intra; l’anno successivo, sempre a Intra, Romeo Caravaggio costruisce un suo aeroplano e tenta di librarsi in volo. Da queste prime apparizioni di “macchine volanti” nei cieli o nelle officine verbanesi, si muove l’indagine di Leonardo Parachini, appassionato studioso di storia locale, che con l’ausilio di immagini d’epoca e cronache giornalistiche ci accompagnerà nella (ri)scoperta di alcuni aviatori verbanesi, primi fra tutti i fratelli Scavini: Carlo, perito eroicamente durante il primo conflitto mondiale, Edoardo che nel 1920 partecipò al famoso raid Roma-Tokyo, ideato da Gabriele d’Annunzio. Ma molte altre sono le notizie e le curiosità che riguardano il Verbano in quest’epoca pionieristica del volo: ad esempio i progetti di una funicolare con pallone frenato per raggiungere il Mottarone, il “cicloplano dirigibile con paracadute” dell’ing. Varni, il Circuito dei laghi italiani, una gara di idrovolanti che nell’ottobre del 1913 fece tappa a Pallanza e che vide tra i protagonisti il famoso aviatore francese Roland Garros.

in collaborazione con l’Associazione Ruminelli di Domodossola

incontro  con

Lucia Collarile

ore 12.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Fedele Azari, pilota aviatore futurista

Breve la vita di Fedele Azari: nato nel 1895 a Pallanza, morì a Milano nel 1930. Di questa “vita simultanea” parla al Festival Lucia Collarile, esperta d’arte, partendo dal suo libro Fedele Azari. Vita simultanea futurista (Edizioni Museo Aeronautico G. Caproni di Trento, 1992). La passione di Azari per il volo e gli aeroplani si è strettamente collegata alla sua convinta appartenenza al movimento dei Futuristi: è lui, nel 1926, l’autore del quadro Prospettive di volo, che è indicato come primo esempio nel Manifesto dell’Aeropittura, redatto nel 1929, tra gli altri, da Balla, Depero e Marinetti, con il quale, nello stesso anno, Azari scrive il Primo Dizionario Aereo Italiano. Ma già nel 1919 – cento anni fa – Fedele Azari propone un sorprendente Manifesto del Teatro Aereo Futurista, dove il volo è inteso come “espressione artistica di stati d’animo”...

in collaborazione con il Club Alpino Italiano

incontro con

Alex Cittadella

ore 15.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Le Alpi tra clima e meteorologia

Alpi, clima, meteorologia. È su questi tre termini che si basa il libro Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia (Franco Angeli/CAI, 2019) di Alex Cittadella (Dottore di ricerca e cultore della materia in Storia moderna presso l’Università di Udine), che al Festival dialoga con Paolo Crosa Lenz, giornalista scrittore e alpinista. Le relazioni tra ambiente alpino, uomo e variabili climatiche sono prese in considerazione in un arco di tempo che va dal Medioevo alla Prima guerra mondiale, ma è il passaggio delle Alpi da parte di Annibale a costituire il punto d’inizio di un percorso plurisecolare che diventa essenziale per comprendere la storia dell’Europa a partire dal Cinquecento. Dopo una riflessione su quella che fu, nel Seicento, la “scoperta” delle Alpi dal punto di vista ambientale, meteorologico e climatico, il libro indaga sul nuovo modo di definire il mondo della montagna da parte dei philosophes settecenteschi e poi dai tecnici militari napoleonici e austriaci. Nella parte finale viene data attenzione all’avvio delle osservazioni meteorologiche sistematiche, alla fondazione degli osservatori lungo tutto l’arco alpino e all’azione congiunta di enti nazionali (tra cui il CAI) e sovranazionali per lo studio del clima.

in dialogo con Paolo Crosa Lenz

in collaborazione con l’Associazione culturale “don G. Giacomini”

incontro con

Lidia Maggi

ore 16.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Soffio e vento, il linguaggio di Dio

Lidia Maggi, pastora battista, propone al Festival un viaggio nei territori delle Scritture ebraico-cristiane, per riscoprire il vento divino, quel soffio vitale che abita le altezze come le fragilità del respiro umano. Dal soffio creatore alla mancanza d’aria nelle fabbriche del faraone, per passare attraverso il suono silenzioso percepito da Elia, fino alla manifestazione di quel vento festoso che permette ad ognuno di ascoltare, nella propria lingua materna, le grandi meraviglie di Dio. Il cammino della fede attraversa panorami differenti, alture complesse e valli verdeggianti per farci scoprire un Dio che, nella libertà, parla molteplici linguaggi.

in collaborazione con il Club Alpino Italiano

incontro con

Mieko Namiki Maraini

in dialogo con Anna Girardi

ore 17.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

La “montagna lucente”, nelle fotografie e nel ricordo di Fosco Maraini

Nel 1958 il Club Alpino Italiano organizzò una spedizione al Gasherbrum IV, montagna di 7980 metri nel Karakorum, il cui successo segnò un importante progresso nella tecnica alpinistica della conquista delle cime himalayane e nel rapporto tra alpinismo e cultura. Nel 60° anniversario di quell’impresa il libro Gasherbrum IV. La montagna lucente, a cura di Alessandro Giorgetta (edizioni CAI, 2018) intende rendere omaggio agli uomini della squadra che la realizzarono (da Riccardo Cassin, che la guidò, a Walter Bonatti e Carlo Mauri, che raggiunsero la vetta), e in particolare a Fosco Maraini che ne fece parte e ne fu lo storiografo e documentarista. Le parole lasciano quindi spazio alle immagini, per la maggior parte di Fosco Maraini, che esprimono in modo magistrale il paesaggio naturale e umano, teatro di quella esperienza. Le fotografie, di proprietà della Presidenza generale del CAI, vengono qui pubblicate per la prima volta in esclusiva dal 1960, quando solo in parte furono inserite nel libro ufficiale della spedizione, opera di Maraini e capolavoro della letteratura della montagna e dell’alpinismo.

La presentazione del nuovo libro al Festival consente di ricordare, a venticinque anni dalla morte, la figura di Fosco Maraini, etnologo, orientalista, alpinista e fotografo, con la testimonianza della moglie, Mieko Namiki Maraini, la competenza di Anna Girardi, coordinatrice editoriale del CAI, e la presenza di Alessandro Giorgetta, curatore del libro.

in collaborazione con 

incontro con

Cesare Balbis

Nello Charbonnier

in dialogo con Enrico Martinet

ore 18.00

foyer del Centro Eventi "Il Maggiore"

Volare su ghiacci e montagne: aeroplani e mongolfiere

Presentati da Enrico Martinet, giornalista de La Stampa, sono ospiti del Festival due grandi protagonisti del volo sulle Alpi e sui ghiacci, entrambi valdostani.
Cesare Balbis ha oltre sessant’anni di attività aviatoria, con aeroplani ed alianti; negli anni Sessanta è stato il pioniere degli atterraggi sui ghiacciai e dei primi soccorsi aerei in alta montagna, per poi sorvolare e atterrare in tutto l’arco delle Alpi, sino ad arrivare nel 1988 al Circolo Polare Artico; ancora oggi continua a scattare fotografie dall’aereo per far conoscere le bellezze della montagna.
Già pilota d’aliante e d’aereo, Nello Charbonnier si appassiona, negli anni Ottanta, alla mongolfiera e fonda, con la sua famiglia, una delle prime imprese italiane di “palloni volanti”. Il suo spirito d’avventura lo porta a sorvolare i deserti di Libia, Israele e Giordania, ma soprattutto a sfidare i ghiacci delle cime più alte delle Alpi e quelli della Terra di Baffin, fino alla spedizione al Polo Nord. Vola in alto, fino all’aria rarefatta degli 8.600 metri, per dimostrare scientificamente la possibilità di adattamento del corpo umano alla carenza d'ossigeno.

spettacolo con la compagnia

E...dizione straordinaria

ore 21.00

nella sala al piano nobile di Villa Giulia

Dinamo Azari

Immerso nell’ambiente futurista dei primi anni Trenta del Novecento, Fedele Azari incarna la concezione di artista futurista a tutto campo: pilota, scrittore, pittore, inventore, è amico dei grandi interpreti del movimento futurista come Depero, Marinetti e Balla. Lo spettacolo Dinamo Azari, presentato dalla compagnia E…dizione straordinaria di Domodossola, descrive il fermento e le atmosfere di quegli anni attraverso frammenti di teatro e musica futurista suonata dal vivo, accompagnata da poesie e scritti di Azari e di suoi contemporanei. Uno spettacolo dinamico e coinvolgente, tipico dello stile di questa avanguardia, ma soprattutto un omaggio a un grande artista verbanese poco conosciuto.

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