Mare corto è un progetto di ricerca sul Mare Adriatico realizzato in diverse tappe e vari tempi, dal settembre del 2015 all’aprile 2017.

I due autori, il fotografo Ignacio Maria Cocciae il giornalista Matteo Tacconi, hanno percorso circa diecimila chilometri su tutti i lati del mare, tra strade costiere e insulari.

Il risultato finale è una selezione di circa quaranta foto, integrata da sette contributi audio e una serie di testi: dalla collaborazione tra fotografo e giornalista viene così riproposto il classico lavoro di reportage, un genere oggi sempre più raro, ma prezioso per cogliere al meglio un contesto o una storia. 

Inaugurata nel giugno 2017 presso la Rocca Roveresca a Senigallia (An), la mostra è stata prodotta dall’Associazione Cizerouno di Trieste con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. 

Nella mostra proposta da Finis Terraele installazioni evocano il sentimento profondo che lega al lago e all’acqua, elemento primordiale e contestuale che plasma l’identità dei suoi abitanti. 

Acqua di lago dunque, ma anche acqua di mare, il grande e insidioso abbraccio liquido, protagonista di antiche e contemporanee tragedie umane. 

Le opere esposte sono degli artisti Giampiero Colombo, Marisa Cortese, Neil Davenport, Paolo De Piccoli, Emanuela Mezzadri, Sergio Saccani.

Open citiesè una presentazione dei lavori di Alessandro Scandurra attraverso una conversazione sui temi del progetto. Dieci grandi pannelli fotografici permettono di conoscere i diversi lavori come un elenco di storie, che definiscono un’idea di città aperta, in continua evoluzione per le necessità di una società che cambia. Un cambiamento che coinvolge confini, relazioni e architettura. 

In questo contesto l’architettura assume un ruolo autonomo rispetto al globale, definendo il luogo di questo cambiamento. Il tema dell’acqua viene interpretato come confine, orizzonte, relazione, energia, spazio.

Nella mostra proposta da Finis Terraele installazioni evocano il sentimento profondo che lega al lago e all’acqua, elemento primordiale e contestuale che plasma l’identità dei suoi abitanti. 

Acqua di lago dunque, ma anche acqua di mare, il grande e insidioso abbraccio liquido, protagonista di antiche e contemporanee tragedie umane. 

Le opere esposte sono degli artisti Giampiero Colombo, Marisa Cortese, Neil Davenport, Paolo De Piccoli, Emanuela Mezzadri, Sergio Saccani.

Rinaldo Del Togno presenta al Festival alcuni dei suoi simpatici “mostri”: piccole sculture di legno modellate dalla Natura, cercate e trovate nei boschi e in particolare sul greto del torrente San Bernardino. La “buzza” e l’acqua hanno creato figure particolari e curiose che, osservate con fantasia e ironia, sono state interpretate e illustrate con divertenti didascalie.

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